Fino agli anni 80 la tipologia delle barriere stradali era definita dagli enti gestori, i quali prendevano come riferimento la normativa AASHTO in materia. Questo prevedeva controlli marginail ai fini della sicurezza, in quanto venivano effettuate solo prove meccaniche sui dispositivi atti alla sicurezza.
Dal 1987 in poi invece, vi è stato un susseguirsi legislativo che ha disciplinato e regolamentato le barriere di sicurezza stradale, rendendole molto più sicure sia dal punto di vista strutturale che a livello di protezione per gli utenti stradali. Oggi le barriere stradali, non sono regolamentate solo a livello nazionale, ma anche europeo, al fine di dreare una standardizzazione di scurezza tra tutti gli stati membri, per rendere le strade sempre più sicure. Ma ora addentriamoci ora nella materia relativa alle nuove line guida delle barriere di sicurezza stradale.
Processo di riqualivicazione, rimozione e sostituzione delle barriere
Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, tramite l’ufficio ispettivo di Roma, al fine di diminuire gli incidenti mortali su strada, ha prescritto l’obbligtorietà agli enti gestori di strade e autostrade di sostituire le barriere vetuste, dopo il tavolo tecnico tenutosi lo scorso 24 Giugno.
Tramite particolari indici il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, calcola gli indici di criticità del tratto stradale, tenendo conto delle criticità quali: il tasso di incidenti, il traffico di percorrimento della strada, la velocità di progetto e la classe di contenimento delle barriere. Tale normativa ha lo scopo di ridurre in maniera drastica gli incidenti mortali, che anche se ridotti sensibilmente nel 2018 si attestano ancora 3000 vittime sulle strade e 240.000 feriti.
Le società o enti concessionari quindi, sono tenuti a sostituire le barriere stradali non più idonee, con sistemi più sicuri per ogni utente della strada. Una normativa di significativo interesse in merito, riguarda proprio i motociclisti, il decreto salva motociclisti vuole proprio andare a preservare i centauri della strada durante possibili incidenti e o cadute.
Decreto Salva Motociclisti
Il decreto Salva Motociclisti, vuole andare a colpire i così detti guardrail “ghigliottina” spesso fatali per i motociclisti, in quanto costruiti ad un’altezza non idonea a preservare la testa dei di questi ultimi, nonostante indossino il casco. Tale decreto ha come obiettivo quello di installare in tratti particolarmente pericolosi stradali, ad un tasso elevato di incidenti, dei pannelli orizzontali e verticali, sotto i guardrail con altezza inferiore ad 80 cm dal piano stradale.
Queste barriere hanno lo scopo di frenare il motociclista, evitando che sbatta la testa contro il guardrail o pali del guardrail. I dispositivi verranno installati in curve con un raggio inferiore a 250 metri ed in intersezioni dove negli ultimi 3 anni precedenti, si sono verificati almeno cinque incidenti mortali o con feriti, nei quali siano stati conivolti motoveicoli o ciclomotori. Grazie a questo decreto, l’Italia si mette in linea a livello di sicurezza con il resto d’Europa rendendo le strade più sicure a tutti gli utenti. Compito ora ai concessionari individuare i punti più critici, grazie anche all’ausilio degli organi di polizia, per georeferenziare i punti più critici, al fine di attuare al meglio le procedure e gli accorgimenti accorgimenti. Il decreto è stato approvato dalla corte dei conti, e diventerà attuativo a partire da 2020.
Pedoni e ciclisti
Vuole essere dato anche un occhio di riguardo a pedoni e ciclisti, i quali sono spesso e volentieri una delle categorie più colpite da incidenti stradali. Installando moderne protezioni in grado di bloccare il veicolo, se esce di strada, viene scongiurato il pericolo che possano essere investiti pedoni e ciclisti che cirolano su marciapiedi o piste ciclabili.
Con questa nuova normativa, rivolta a tutte le tipologie di strade, quali autostrade strade extraurbane primarie, secondarie ed urbane
il ministero delle infrastrutture e dei trasporti vuole così dare un’impulso alle società concessionarie e agli enti, al fine di attuare i dovuti accorgimenti per savare molte vite umane.