Auto diesel, l’offensiva parte dalla Germania

Auto diesel, l’offensiva parte dalla Germania

L’offensiva alle auto diesel parte dalla Germania.

Stoccarda e Düsseldorf potranno vietare la circolazione delle auto diesel, senza bisogno di una autorizzazione a livello statale. La Corte amministrativa federale permette, con questa storica sentenza, restrizioni locali sui motori diesel senza ulteriori conferme federali. Nel paese sono decine le città che superano la soglia consentita di inquinamento dell’aria che potrebbero, a questo punto, prendersela con i diesel e imporre lo stop.
Anhe se è stata introdotta una gradualità nei divieti di circolazione, che in una prima fase potrebbe riguardare i veicoli più vecchi, fino agli Euro 4, mentre gli Euro 5 si salverebbero fino al 1 ° settembre 2019.
A meno di deroghe, si spera, per alcune categorie di lavoratori.

Le auto e l’inquinamento

Le auto e l'inquinamento
Le auto e l’inquinamento: cosa accadrà in Italia

Si è capito vhe il mondo sta andando in un’unica direzione: le auto elettriche. Persino la Cina, economia in forte crescita he potrebbe non andare tanto per il sottile, per contrastare l’inquinamento insopportabile delle sue metropoli, ha deciso di puntare sui motori elettrici. Gli Stati Uniti, dove il Dieselgate tedesco è stato seguito con grande attenzione, stanno spingendo perché Tesla e General Motors si vonvertano all’energia pulita, checché ne dica Trump. Cosa accade in Italia?
L’ad di FCA Sergio Marchionne, fino a oggi tra i più strenui difensori dei motori diesel. A giugno, si presenterà il piano della casa automobilistica per il periodo 2018-2022 e Marchionne dovrà confermare o smentire ciò che disse all’Università di Rovereto sull’auto elettrica definita “un pericolo per l’umanità”. Anche perché, in Italia, è stata fissata come data per mettere fuorilegge i motori diesel, il 2040.

Cosa accade in Europa

In tutta l’Europa le vendite di auto a gasolio sono diminuite, scendendo al 43%, mentre in Italia si è ancora al di sopra del 50%. Ad una ad una le case automobilistiche fuori dai nostri confini annunciano di volersene liberare dei motori diesel, tra queste la Porsche. Seguita presto, probabilmente, dalla Mercedes, che ha tra gli azionisti il gruppo cinese dell’elettrico Geely. I divieti partiranno nelle principali capitali europee dal 2025. Nel 2016, alla sesta conferenza biennale dei sindaci, Parigi, Città del Messico, Madrid e Atene hanno annunciato il bando definitivo dei motori diesel, programmato appunto per il 2025. A Parigi, per esempio, sono stati attivati blocchi al traffico e ampliate le zone vietate alla circolazione ai veicoli costruiti prima del 1997.
Il 2025 è anno chiave anche per la Norvegia, intenzionata a bandire i diesel e tutte le auto a combustione interna. In Italia paghiamo un deficit di infrastrutture di ricarica evidente. Finora solo l’Enel si è mossa nella direzione di dotarsi di impianti elettrici, tra il disinteresse delle società che gestiscono le autostrade e il governo, votati allo sviluppo dei motori a gas.

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Auto diesel, l’offensiva parte dalla Germania

L’offensiva alle auto diesel parte dalla Germania.

Stoccarda e Düsseldorf potranno vietare la circolazione delle auto diesel, senza bisogno di una autorizzazione a livello statale. La Corte amministrativa federale permette, con questa storica sentenza, restrizioni locali sui motori diesel senza ulteriori conferme federali. Nel paese sono decine le città che superano la soglia consentita di inquinamento dell’aria che potrebbero, a questo punto, prendersela con i diesel e imporre lo stop.
Anhe se è stata introdotta una gradualità nei divieti di circolazione, che in una prima fase potrebbe riguardare i veicoli più vecchi, fino agli Euro 4, mentre gli Euro 5 si salverebbero fino al 1 ° settembre 2019.
A meno di deroghe, si spera, per alcune categorie di lavoratori.

Le auto e l’inquinamento

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Si è capito vhe il mondo sta andando in un’unica direzione: le auto elettriche. Persino la Cina, economia in forte crescita he potrebbe non andare tanto per il sottile, per contrastare l’inquinamento insopportabile delle sue metropoli, ha deciso di puntare sui motori elettrici. Gli Stati Uniti, dove il Dieselgate tedesco è stato seguito con grande attenzione, stanno spingendo perché Tesla e General Motors si vonvertano all’energia pulita, checché ne dica Trump. Cosa accade in Italia?
L’ad di FCA Sergio Marchionne, fino a oggi tra i più strenui difensori dei motori diesel. A giugno, si presenterà il piano della casa automobilistica per il periodo 2018-2022 e Marchionne dovrà confermare o smentire ciò che disse all’Università di Rovereto sull’auto elettrica definita “un pericolo per l’umanità”. Anche perché, in Italia, è stata fissata come data per mettere fuorilegge i motori diesel, il 2040.

Cosa accade in Europa

In tutta l’Europa le vendite di auto a gasolio sono diminuite, scendendo al 43%, mentre in Italia si è ancora al di sopra del 50%. Ad una ad una le case automobilistiche fuori dai nostri confini annunciano di volersene liberare dei motori diesel, tra queste la Porsche. Seguita presto, probabilmente, dalla Mercedes, che ha tra gli azionisti il gruppo cinese dell’elettrico Geely. I divieti partiranno nelle principali capitali europee dal 2025. Nel 2016, alla sesta conferenza biennale dei sindaci, Parigi, Città del Messico, Madrid e Atene hanno annunciato il bando definitivo dei motori diesel, programmato appunto per il 2025. A Parigi, per esempio, sono stati attivati blocchi al traffico e ampliate le zone vietate alla circolazione ai veicoli costruiti prima del 1997.
Il 2025 è anno chiave anche per la Norvegia, intenzionata a bandire i diesel e tutte le auto a combustione interna. In Italia paghiamo un deficit di infrastrutture di ricarica evidente. Finora solo l’Enel si è mossa nella direzione di dotarsi di impianti elettrici, tra il disinteresse delle società che gestiscono le autostrade e il governo, votati allo sviluppo dei motori a gas.

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