I più prudenti non lo temono. In tanti, invece, sono caduti vittime del suo occhio intelligente che, contemporaneamente, registra la velocità media attraverso sensori e fotografa la violazione dei limiti di velocità. Nessuno sapeva, però, che era ‘fuorilegge’, tranne i suoi inventori. Parliamo del brevetto del Tutor che, scopriamo solo oggi, non è di Autostrade per l’Italia, bensì della Craft srl, azienda di Greve in Chianti, nel Fiorentino.

A stabilirlo, in via definitiva, la sentenza della Corte di Appello di Roma, che ha anche ordinato la rimozione e la distruzione di tutti gli apparecchi presenti sulla rete gestita dalla società. La società Autostrade assicura che gli apparecchi presenti sulla rete saranno presto sostuiti da altri, l cui tecnologia è simile. Anche se, nel frattempo, presenterà ricorso alla Corte di Cassazione. Dunque, per evitare che siano annullati i benefici del Tutor, grazie al quale si è ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale, Autostrade per l’Italia si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale, pari a 500 euro al giorno, fino alla sostituzione degli apparati con un altro sistema di rilevazione della velocità media.
Nessun vantaggio economico sul Tutor
In sua difesa, il gestore della rete autostradale, in un comunicato ha fatto sapere che “non c’è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l’Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall’utilizzo del sistema, che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio della Craft per l’utilizzo del sistema”.